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venerdi 29 agosto 2008
Municipio di Ferreries, Minorca![]() ![]() ![]() Questo paese, nonostante le sue origini medievali, non ottenne una certa entità e la sua separazione da es Mercadal fino alla metà del XIX secolo. Il suo nome viene associato alle fucine che forse esistevano già quando Jaume II di Maiorca conferì la categoria di parrocchia al nucleo originale. Anche altre località limitrofe hanno dei nomi legati all’attività dei fabbri come S’Enclusa (l’incudine), piccola altura che con Santa Àgueda, un’altra importante “vetta”, dà un carattere “montagnoso” al paesaggio. Il passaggio progressivo a nuove attività economiche ha stravolto la sua immagine da appena venticinque anni; indubbiamente, la svolta ebbe inizio con la “turistizzazione” di Cala Galdana. Adesso, gli abitanti di Ferreries sono occupati nell’edilizia e nelle fabbriche di mobili, bigiotteria e calzature, allontanandosi poco a poco dalla tradizionale dedicazione ai lavori dei campi. Nonostante queste trasformazioni l’abbiano ringiovanito, Ferreries non ha perso il sapore di una volta, che si può ancora respirare nelle stradine attorno alla chiesa parrocchiale di Sant Bartomeu e alla rimodellata piazza Espanya quando, il sabato mattina, viene allestito il mercato di prodotti artigianali e agricoli. Di recente creazione è anche il Museu de la Natura, un prezioso contributo alla politica di protezione dell’ambiente (che a Ferreries ha avuto sempre dei zelanti difensori). Il Museo porta a termine un meritorio lavoro di divulgazione dei valori naturali e culturali, esposti con ogni tipo di risorse e strumenti interattivi, ed organizza conferenze e proiezioni di film come complemento delle esposizioni (vedi scheda alla fine di questo testo). Vicino al paese, lungo un bivio della strada che va a Es Migjorn Gran, si trova la zona archeologica preistorica di Son Mercer de Baix, con un complesso di abitazioni pretalaiotiche tra le quali spicca la cosiddetta Cova des Moro. Si tratta di una naveta molto primitiva, con un tetto rivestito da lastre che si appoggiano su colonne formate da pietre, più piccole nella base e più grandi man mano che si avvicinano al capitello. Da questo punto si può scendere al vicino Barranc de sa Cova e godere di un’immagine di grande bellezza, la sua confluenza con il vallone di Trebalúger. Segnando il limite tra questo comune e quello di Ciutadella, troviamo un altro vallone, il Barranc d’Algendar, indubbiamente uno degli spazi naturali più sorprendenti dell’isola. Tra il Pla Verd, dove inizia, e la Cala Galdana, dove finisce, le sue alti pareti proteggono orti molto fertili e angoli dove l’acqua e l’esuberante vegetazione creano paesaggi indimenticabili. ![]() |