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sabato 22 novembre 2008
Municipio di Es Migjorn Gran, Minorca![]() ![]() ![]() Il termine “Gran” (grande) che figura nel suo nome può sembrare eccessivo all’osservatore forestiero, ma non si deve attribuire l’aggettivo a una megalomania smisurata. Piuttosto, definisce la sua “capitalità” su una zona vasta e fertile: il migjorn (il mezzogiorno); e risponde pure all’orgoglio di abitanti consapevoli che i loro antenati hanno fatto costruire le case più antiche tra quelle che vediamo oggi in un ambiente dove la presenza umana era abituale sin dalla preistoria. Non è strano, quindi, provare la sensazione che immobili e vicini stiano lì “da sempre”. Quando si entra in paese venendo da Alaior o da Es Mercadal, la strada cammina parallela all’inizio del vallone di Binigaus, e permette di vedere le coltivazioni nei suoi versanti terrazzati, contenuti con muretti a secco (paret seca). Nel carrer Major già c’erano delle case all’inizio del XVII secolo. I migjorners che le costruirono appartenevano alla parrocchia di Ferreries, enclave che aveva allora fama di insalubre, e quando aumentarono di numero, pensarono alla costruzione della piccola chiesa come tappa obbligata per ottenere un’indipendenza di fatto. Ci avrebbero impiegato del tempo prima di riuscirvi, sebbene avessero molto chiara la loro entità come popolazione autonoma. Nonostante Es Migjorn mostri una crescita simile a quella verificatasi in altre località dell’isola, il suo isolamento parziale durato tanti anni si legge ancora nell’antica trama di strade corte e case che si riparano a vicenda. Un personalità molto amata e ricordata nella località è Francesc d’Albranca, pseudonimo che utilizzò il celebre folclorista Francesc Camps i Mercadal per pubblicare le sue antologie sulle tradizioni e leggende minorchine. Anche la banda di musica locale gode di ottima stima, e recentemente di enorme popolarità (è la preferita per vivacizzare le feste patronali nei diversi comuni); questo ci porta a reiterare la passione per la musica da parte di tutta la gente del luogo, tra la quale vi sono famiglie che potrebbero persino formare la loro propria orchestra, per il fatto di disporre di sufficienti strumentisti all’interno della stessa parentela. ![]() |