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sabato 22 novembre 2008
Municipio di Es Castell, Minorca![]() ![]() ![]() Durante la seconda occupazione dell’isola da parte dei britannici, si decise di trasferire gli abitanti di S’Arraval Nova (nucleo annesso al Castell de Sant Felip) in una nuova ubicazione. Le vie di Es Castell –battezzata in un primo momento come Georgetown– cominciarono a comparire attorno alla piazza d’armi che oggi conosciamo come l’Esplanada. In questo centro urbano, le caserme rivelano le origini militari della località anche dopo aver cambiato i loro usi (l’antica caserma degli ingegnieri è adesso sede del Museo Militare). La monotonia dei grandi volumi bianchi dell’architettuta castrense è interrotta soltanto dall’edificio del Comune (l’Ajuntament), dipinto di rosso e con una torre che fuoriesce dalla sua facciata principale. In questo stesso edificio, è interesante la piazzetta interna, con degli spazi nel suo perimetro che furono utilizzati come mercato delle carni e scuola materna fino al loro recupero per le funzioni amministrative. La stessa situazione della chiesa parrocchiale del Roser, al margine del nucleo centrale, dimostra quali erano le priorità di chi disegnò il paese. Il tempio si iniziò a costruire nel 1777, in stile neoclassico, anche se all’interno spicca un retablo di pietra di fattura più antica. Negli ultimi interventi a livello di opere pubbliche, Es Castell si è proposta di recuperare alcuni spazi marittimi che avevano perso progressivamente l’importanza dei tempi passati, come il Moll d’en Pons, Cala Corb o il Moll de l’hospital. Questo corrobora il suo peso sull’urbanistica originale, dove le strade principali si dirigevano verso la linea costiera e le case unifamiliari –molte di loro sono ancora in piedi– disponevano di un ampio giardino con viste al mare interno, del Porto di Maó. Fino adesso, e senza dubbio per molto tempo ancora, il protagonismo assoluto di “facciata marittima” lo ostentava Cales Fonts. Il vecchio molo di pescatori fu uno dei primi spazi dell’isola a essere trasformato per via del turismo: bar e ristoranti occupano le grotte che un tempo furono sia magazzino che rifugio e collocano i loro tavoli all’aperto dove prima si riparavano le reti. Il chiasso che si forma nei mesi estivi è notevole e la sua popolarità non cala neanche dopo la comparsa di altri poli di divertimento. Non potevano fargli la concorrenza Cala Pedrera, minuta, con appena della sabbia, nascosta tra i centri residenziali di Santa Ana e Sol del Este, o Cala Corb, che si addentra profondamente nello stesso centro urbano. Senza dubbio, comunque, il miglioramento di tutti questi spazi rinnoverà l’immagine del paesino. ![]() |