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sabato 22 novembre 2008
Municipio di Alaior, Minorca![]() ![]() ![]() Questa città –come merita di essere chiamata sin da quando le concesse il titolo Alfonso XII– fu creata per espresso desiderio di un altro re, Jaume II di Maiorca, nell’anno 1304, quando già esisteva la parrocchia di Santa Eulalia, e per raggruppare gli abitanti sparsi nei dintorni. Documenti provano che anteriormente esisteva nell’enclave una casa colonica chiamata Ihalor, nome a cui di solito si fa riferimento come precedente di quello attuale. Nel corso della storia ha avuto uno sviluppo proprio, mantenendosi quasi sempre al margine delle direttrici che cercavano di imporre Ciutadella o Maó, accontentandosi di un terzo posto dietro di queste, in disputa perenne per il ruolo da protagonista. Ottenne questa indipendenza, che tuttora difende, con la sua istituzione come universitat nell’anno 1439, titolo che le garantì per più di trecento anni un’autonomia di governo di tipo municipale. Si può affermare che il turismo entrò nell’isola attraverso Alaior: in tal senso fu pionero il complesso residenziale di Cala’n Porter e Son Bou non impiegò molto a diventare un richiamo dei primi depliant delle agenzie di viaggio dove compariva Minorca. Tuttavia questa attività prioritaria si nota ben poco nel nucleo urbano, forse perché lo separano dai suoi complessi residenziali satellite chilometri di paesaggio quasi inviolato. Va detto brevemente che i dintorni del paese sono propizi a delle escursioni in bicicletta, specialmente verso nord, dove uno dei punti da visitare può essere l’eremo di Sant Llorenç de Binixems, tradizionale destinazione di pellegrinaggi locali. L’ultimo ampliamento della strada principale ha alquanto occultato l’immagine che offriva, ma coloro che entrano ad Alaior arrivando da Maó possono ancora ammirare la vista “di sempre”, di una collina di case coronata dal suo tempio principale. La chiesa patronale di Santa Eulalia domina e impone, costruita nella parte più alta del paese per incutere rispetto ed osservanza, simbolici o no, al posto che occupa o che occupava nella vita del paese. I primi lavori risalgono al XIV sec., ma ci fu una ricostruzione nel XVII alla quale corrispondono i particolari barocchi. Un tantino lugubre all’interno, abbaglia invece da fuori, esposta al sole che la illumina, e ai venti, ma così solida e stabile come fanno capire alcuni suoi elementi: le curiose torrette nella facciata principale o i contrafforti, che rafforzano il suo aspetto di castello. Sant Diego, chiesa e convento francescano, è un altro degli edifici di una certa importanza. Il suo antico chiostro, noto come Pati de la Lluna, possiede una bellezza speciale, nonostante la sua compartimentazione in alloggi (si sta lavorando per trasformarlo in uno spazio pubblico destinato a vari usi). Nell’edificio di Can Salort, ricco di tradizione, risiede attualmente una sede staccata della UIB, l’Università delle Isole Baleari. Un’accurata passeggiata permetterà di conoscere, oltre alle cose più ovvie e immediate –le strade che formano sin dai tempi passati “il centro”, quelle più vicine alla Plaça Nova, il carrer Major o il Comune, con un’ingresso imponente–, le vedute panoramiche che offrono i suoi limiti storici. Vicino alla chiesa si trova il Munt de l’Àngel, con la torre-deposito d’acqua che compete con due vecchi mulini e la piazza che fa sia da parcheggio che da balcone-belvedere, la quale si affaccia sia a sud che ad ovest e, più qua, al vallone diviso in orti. Precisamente da questa parte a sud si intravede un orizzonte azzurro: ebbene sì, da Alaior si vede il mare. Ancora nel nordovest urbano, troviamo sotto l’ombra dei pini, un’altra piazza, quella dell’eremo di Sant Pere, che segna l’ingresso al cimitero, con il rettilineo di Es Cós come via di direzione obbligata. In questa passerella su un altro pendio che oggi si affaccia sulla zona industriale, si disputano le corregudes delle feste (corse al galoppo), compensando così il fatto di essere l’ultima strada del suo confine municipale. Il risalto nei muretti di pietra che la fiancheggiano permette al pubblico di disporre di una sorta di gradinata elevata da dove poter contemplare i giochi equestri. Sebbene il comune sia legato principalmente all’industria turistica, e in secondo luogo alla fabbricazione di calzature –con marche di prestigio mondiale–, non sono scomparsi i suoi legami originari con la campagna e i lavori agricoli in genere. L’annuale fiera agricola e dell’allevamento, con concorsi morfologici ed esibizioni di macchinari, rispecchia la vitalità delle industrie di derivati lattei, legate direttamente a questi settori. I fabbricanti di formaggio hanno modernizzato la produzione e ampliato notevolmente i loro mercati, e visto che tutte le marche offrono una qualità senza pari, è più che consigliabile acquistare per uso proprio o come idea regalo questo prodotto tipicamente minorchino. ![]() |